FORUMAMONTRES › Forums › Les Grandes Heures de FAM › ZENITH El primero: L’histoire n’est pas un conte de fée
- Ce sujet contient 47 réponses, 31 participants et a été mis à jour pour la dernière fois par
ZEN, le il y a 18 années et 11 mois.
-
AuteurMessages
-
26 janvier 2007 à 11h29 #420000237190
Ricky_007
MembreBonjour Zen,
Je débarque dans le monde impitoyable de la belle horlogerie… merci pour cette page de poésie par rapport à un monde trop rationnel et bravo à Monsieur Charles Vermot.
Pour le moment je me suis dirigé vers l’Omega, un peu par hasard et j’apprécie les modèles… le mien (SeaMaster Pro) mais aussi la version Aqua Terra Teck.
Selon ce que je lis sur certains post, d’aucun privilégie Zenith à beaucoup d’autres marques et entre autre le fameux calibre Primero…. Quelle est ton opinion sur le plan qualitatif entre Zenith et Omega (calibre co-ax entre autre)Merci pour tous renseignements à ce sujet,
Amitiés, Ricky
1 février 2007 à 1h21 #420000237189nicola60
Membre- ZEN a écrit:
- …Charles Vermot est découragé à cette idée et prend seul l’initiative sans en référer à sa hiérarchie d’écrire à la nouvelle direction son désaccord profond et tente d’expliquer que la crise est temporaire…
…Un intermédiaire" présente le El primero à Rolex en version classique qu’il a fait assembler sur des modèles qu’il commercialise après avoir racheté les stocks restants chez Zenith. Rolex en possession de cette montre en examine le mouvement et les ingénieurs de la marque dressent un cahier des charges des adaptations qu’ils voudraient y voir si la Direction choisit ce mouvement pour ses Daytona.
Da una rivista italiana:
Ancora li ricorda, quegli yankee, aggirarsi all’interno dalla Maison a impartire direttive sui "nuovi" indirizzi produttivi da seguire e sui "nuovi" valori guida della Manifattura.
"Non fu un bel momento – ci confessa – sia per me, che per tutta l’o ro logeria del Paese. La rivoluzione elettronica e l’avvento del quarzo avevano indotto l’intero settore a rivedere la sua produzione, ma i cambiamenti stavano portando scompensi a tutta l’economia regionale. L’ordine era, ovunque, di gettare alle ortiche parte della tradizione meccanica e i suoi metodi di fabbricazione, senza curarsi delle implicazioni che questo poteva avere sul piano economico e sociale. Fu un’autentica rivoluzione. Molte fabbriche, in seguito ad una stagnazione che si trascinava dal decennio precedente, chiusero i battenti e un numero impressionante di addetti si trovò senza lavoro. La crisi sembrava dovesse essere risolta con l’arrivo massiccio dei capitali americani, ma in realtà il pragmatismo che si portavano dietro peggiorò le cose. Anche alla Zenith lo scossone non fu da meno, con stravolgimenti dal punto di vista logistico e amministrativo, e i dollari dei nuovi investitori, arrivati nel 1972, a convincere tutti che i profitti sarebbero passati, d’ora in poi, per l’elettronica".
È in questo contesto che si realizza il salvataggio e la conservazione dei piani tecnici riguardanti El Primero, il famoso movimento cronografico a carica automatica che la manifattura di Le Locle realizzò nel 1969.Come nacque, Monsieur Vermot, la decisione di "rubare" e copiare, di nascosto e in disobbedienza alle direttive dei vertici della Maison, i progetti, le matrici e gli utensili necessari per la fabbricazione del celebre calibro?
"Gli americani, in quei giorni, continuavano a ripetere che l’orologeria meccanica non aveva, ormai, futuro e che tutto il know-how tecnologico della Zenith doveva essere indirizzato verso il nuovo tipo di movimento. Anch’io, devo riconoscere, ero interessato ai contenuti tecnici dei movimenti al quarzo; nello stesso tempo, però, li trovavo freddi e privi di fascino, incapaci di suscitare quelle sensazioni che solo i meccanici sono in grado di offrire. Lavoravo nel settore dal 1936, dal l’inizio degli anni ’40 mi ero specializzato nei cronografi e, nel corso di tutti quegli anni, il mio amore per l’orologeria era cresciuto di pari passo con la mia conoscenza. Figuriamoci quale poteva essere il mio stato d’animo, in quei momenti, sapendo che l’accantonamento di una certa tradizione produttiva voleva dire, soprattutto, l’abbandono di un gioiello come El Primero. I suoi elevatissimi contenuti tecnici, la sua perfezione realizzativa, il suo incredibile spessore non interessavano più a nessuno: fare un orologio al quarzo costava di meno e rendeva di più. Anche in Svizzera, non l’avrei mai creduto, ormai si pensava in questi termini. Era la fine di un’era, ma era, soprattutto, l’abbandono di una tradizione secolare. Continuai comunque, almeno per un periodo relativamente breve, nella produzione parallela di alcuni movimenti con la speranza di convincere qualcuno che c’era ancora spazio per questa orologeria. Nulla da fare. Mi pregarono più volte di abdicare ai miei intenti e, alla fine, dovetti fare buon viso a cattivo gioco. L’idea che fosse abbandonata la realizzazione di quel calibro cronografico così perfetto, continuava, però, a girarmi per la testa come un’offesa al buon senso, mentre ero sempre più sicuro che sarebbero tornati tempi migliori per l’orologeria meccanica. Decisi, allora, di conservare gli elementi che, un giorno, avrebbero permesso di riportarlo in vita."
E in che modo?
"Facendo, come si usa dire, un po’ di spionaggio industriale. La cosa strana, però, è che non rubavo nessuna informazione per rivenderla a un concorrente: semplicemente ne conservavo la memoria a vantaggio, come speravo, della Maison stessa per il futuro. Rubando alcune ore ai miei nuovi incarichi, rimanendo oltre il dovuto sul posto di lavoro e accedendo furtivamente agli schedari e ai magazzini della Manifattura, iniziai una mia personale opera di catalogazione e conservazione dei piani e dei progetti utili per la sua costruzione: recensii, etichettai e classificai i vari piani tecnici, molti dei quali riproducendoli a mano; lo stesso feci per le matrici e gli utensili necessari alla fabbricazione. Il difficile fu, però, non tanto reperire il materiale, anche perché, al di là di tutto, gli americani erano completamente disinteressati all’argomento, quanto farlo uscire senza essere scoperto. Decisi, allora, di disseminare il "tesoro" nelle soffitte delle diverse sedi del gruppo Zenith, usufruendo dei continui traslochi che, in quei tempi, stavano cambiando il volto logistico della Maison. Tutto andò per il meglio e quando, nel 1983, il cambiamento di clima e la rinnovata passione per l’orologeria meccanica portò gli americani ad abbandonare il ponte di comando, potei dare al nuovo direttore generale la buona notizia: El Primero era salvo. Venni salutato come un eroe, e ancora oggi la Maison mi mostra attenzione e affetto, come dimostra la mia presenza in questa stan za".
È orgoglioso di ciò che ha fatto e, se tornasse in dietro, lo rifarebbe ancora?
"Sicuramente e senza pensarci più di tanto. L’amore che nutrivo e nutro, ancora oggi, per l’orologeria, non mi consentiva altra scelta; inoltre, sapere che è anche grazie al mio contributo che la Zenith ha potuto confermarsi, in questi ultimi vent’anni, come una delle realtà più prestigiose dell’orologeria svizzera, me ne dà la certezza. Pensate, del resto, quale perdita e quali cambiamenti, per il panorama produttivo svizzero e la Zenith, avrebbe causato la scomparsa di un movimento come El Primero".- ZEN a écrit:
- …Un intermédiaire" présente le El primero à Rolex en version classique qu’il a fait assembler sur des modèles qu’il commercialise après avoir racheté les stocks restants chez Zenith. Rolex en possession de cette montre en examine le mouvement et les ingénieurs de la marque dressent un cahier des charges des adaptations qu’ils voudraient y voir si la Direction choisit ce mouvement pour ses Daytona.
E’ con ogni probabilità Oscar Waldan il misterioso “ intermédiaire" che nel 1982, nel far visita ad un suo amico, il sig. Kubel Wilsdorf, membro della famiglia allora proprietaria di Rolex, gli mostrò gli orologi che stava commercializzando con il suo marchio (Oscar Waldan, proprietario della Maison, già nel 1979 aveva prodotto 100 esemplari di cronografo automatico per il marchio Ulysse Nardin, utilizzando dei calibri 3019 HPF d’epoca, presenti ancora nei depositi della Zenith.) e che destarono notevole interesse, tanto da indurlo lasciargli un esemplare come oggetto di studio.
Il progetto fu poi presentato ai tecnici della Rolex che per si rivolsero alla Zenith per studiare la fattibilità di una ripresa della produzione, secondo le specifiche tecniche della Casa coronata.

Questa volta solo in italiano…chiedo scusa agli amici francesi…
14 juin 2007 à 0h48 #420000237191photon42
MembreBonjour à tous,
c’est presque un déterrage de post mais…
je viens de lire ce fil et j’invite tout ceux que ça intéresse à voir le film sur l’hitoire de zenith sur leur site très bien construit et fournit.ICI
Bonne visualistation, durée <8min
14 juillet 2007 à 9h29 #420000237170jbbruxelles
Membremerci pour ces informations ; j’ai d’autant plus d’attachement vis à vis de ce modèle acheté par mon père en 1976 et dont il m’a fait cadeau il y a 17 ans maintenant (pour mes 20 ans).
14 juillet 2007 à 9h51 #420000237171sunguess
MembreMerci zen pour cette page d’histoire de l’horlogerie suisse…

… si tu as d’autres histoires sur zenith je suis preneur14 juillet 2007 à 20h25 #420000237172jackyaudio
Membremerci zen de m’avoir fait connaitre la petite histoire de la grande histoire..!!!
Bravo Charly….si ce monsieur est encore de ce monde faut absolument le décorer ou lui envoyer un "diplome de reconnaissance" de la part de tous les Fameurs…
Faut absolument que j’ajoute un El priméro dans ma liste …histoire de contribuer..14 juillet 2007 à 20h43 #420000237173LE_STURM
MembreMerci Zen pour cette histoire passionnante… Tant de savoir-faire traditionnels se perdent de nos jours… Même si je dis merci à Rolex, pour moi, et de très loin, le vrai héros de cet histoire c’est quand même M. Vermot !
Il a sa place dans la légende horlogère !
14 juillet 2007 à 21h01 #420000237174pmk
MembreEux aussi sont d’accord : Un grand Monsieur ce Charly…
14 juillet 2007 à 22h29 #420000237175ZEN
MembreCharly Vermot est aujourd’hui décédé mais je possède une vidéo que je mettrai en ligne où il raconte exactement comment les choses se sont passées…
__________________________________
Contraria contrariis curantur. (Les contraires se guérissent par les contraires).14 juillet 2007 à 22h40 #420000237176toinou-33
MembreTrès jolie histoire, très bel esprit de la part de Rolex, très beau mouvement, très belle manufacture…
Merci Zen
14 juillet 2007 à 23h40 #420000237177Invité
Membre- LE_STURM a écrit:
- Le vrai héros de cet histoire c’est quand même M. Vermot !
Il a sa place dans la légende horlogère !
Il a même sa place dans l’almanach des grands héros horlogers
15 juillet 2007 à 0h26 #420000237178speedy57
Membre- baratier a écrit:
-
- le plombier a écrit:
- OUF !!!
Sans ce Héros point de EL Priméro .le prix s’oublie la qualité reste (les tontons flingueurs).
tu voulais dire, Sans la roro point de El primero.

Ca c’est bien une remarque d’ayatollah de Rolex…toujours la petite phrase de trop…
15 juillet 2007 à 0h28 #420000237179speedy57
Membre- Aviateur bourbonnais a écrit:
- Au vu des relations inter-entreprises durant ces années, (ASUAG, etc…), je ne crois pas que l’on puisse créditer Rolex de l’intention d’une bonne action.
Ca n’est pas trop dans la mentalité business, et moins encore dans la culture horlogère.
Je crois plutôt qu’ils ont saisi une opportunité industrielle.
Là on est daccord….interessant comme précision…
15 juillet 2007 à 0h54 #420000237180steyr
MembreJe n’avais pas eu l’occasion de lire cet article, alors :
Merci Zen, très belle histoire !
Christian.
15 juillet 2007 à 21h16 #420000237181Ze White Rabbit
Membre- Mx a écrit:
- Quels sont les constructeurs qui font et n’integrent que leur propre mouvement dans leur montre ? … J’etait persuadé que pour les montres de luxe, c’etaient des fabrications de A à Z maison…
La fabrication de composants horlogers, c’est de l’industrie lourde. Cela représente d’énormes investissements en infrastructures et en matériel.
Il faut quand même se rappeller que l’industrie horlogère suisse telle que nous la connaissons est née grâce à l’industrialisation et le travail à la chaîne. Dès les débuts, on s’appuillait sur des entreprises spécialisées. Il y avait une distinction entre fabriquants d’ébauches, de cadrans, d’aiguilles, de boîtiers, de glaces, de bracelets, etc…
Jusqu’à nos jours, les maisons conçoivent, mais font fabriquer chez les fournisseurs, après quoi ils assemblent eux-même ou font assembler le produit fini.
Bien que quelques grandes maisons aient choisi de racheter leurs fournisseurs les plus importants, ce mythe de "Manufacture" auquel on veut nous faire croire est totalement anachronique et n’a absolument rien à voir avec la réalité.
- Mx a écrit:
- Je ne savais pas que Rolex ne developpait pas en interne tous les mouvements de ses montres … mouvement Zenith pour ces daytonas…
Quand c’était commercialement viable, Rolex a toujours développé et produit en interne. Dans le cas de sa marque Tudor, ces dernières 20 années, Rolex a monté des ébauches ETA.
En gardant à l’esprit le fait qu’à l’époque l’horlogerie mécanique n’était pas florissante, c’était évidemment beaucoup plus intelligent pour Rolex de reprendre un calibre existant plutôt que d’investir des millions pour développer un calibre de A à Z et le construire en n’ayant pas la certitude de rentrer dans leurs frais; surtout qu’ils produisent beaucoup moins de chronographes que de montres simples.
Avec l’El Primero, Rolex bénéficiait sans trop se mouiller d’un calibre déjà développé, dont l’outillage et les machines existaient déjà. Ils achetaient juste les ébauches à Zenith, sans devoir faire de lourds investissements.
Par après, l’horlogerie mécanique subissant un véritable boom, Rolex a pu justifier l’investissement dans le développement du nouveau calibre de sa Daytona.
- Mx a écrit:
- Tout les constructeurs font ils çà ?
Peux-t-on les appellé créateur construteur, alors que pour le coup ils ne sont qu’assembleur ?
La réponse est courte: OUI. Presque toutes les marques utilisent des ébauches ou des calibres développés par un autre. Il y a d’ailleurs des société ou des maîtres horlogers spécialisés dans la conception de complications.
Si vous voulez de la véritable montre de créateur-constructeur, il ne faut acheter que quelque chose produit par un des membres de l’AHCI… mais ça coûte bonbon.
-
AuteurMessages
- Vous devez être connecté pour répondre à ce sujet.